martedì 24 gennaio 2012

The trumpet shall sound ... and we shall be chang'd

(Francesca Cerocchi, IL "MESSIA" DI G. F. HAENDEL) il libretto del Messia opera di cui l'autore -Jennens- andava molto orgoglioso: le tre parti di cui si compone sono piuttosto separate l'una dall'altra per quanto riguarda i contenuti. Nella prima parte l'attesa e l'annuncio dei profeti culminano con la nascita dal Salvatore ("A child is born") e con glorificazioni e tripudi varii. La seconda parte, anche detta "Piccola passione, funge quasi da antitesi: in essa si passa da sentimenti mesti a toni di dolore lacerante (("Thy rebuke hat broken His hearth; He is full of Heaviness") fino all'apoteosi della Resurrezione (v. senso di potenza e di vittoria che trasmette l' "Alleluja"). Nella terza parte sono esposti gli effetti della vittoria di Cristo sulla morte (sintetizzabili nelle parole di Paolo "The trumpet shall sound ..... and we shall be chang'd"); il culmine è l' Amen con la sua ricca polifonia delle quattro voci del coro e della strumentazione orchestrale.
Questi tre blocchi, questi tre pezzi di storia non rimangono però staccati uno dall'altro proprio grazie alla musica di Handel che agisce da elemento unificante e -come sostengono alcuni- fa da veicolo della parola.
Il senso generale, filosofico dell'opera va rintracciato nell'esposizione di una religione saggia, ottimistica, larga, comprensiva; e la musica a ciò contribuisce potentemente e con efficacia. Musica che non è più considerata oggi la più alta che Haendel abbia scritto, ma forse la più universalmente accessibile. 

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